mercoledì 4 marzo 2020

Perfect Couples

Titolo: Perfect Couples
Editore: Rizzoli
Genere: Contemporary Romance
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo edizione ebook: € 2,99
Link di acquisto: Amazon

Trama

Ritrovarsi senza partner a un reality per coppie era la cosa migliore che potesse capitarle! Silvia aveva sognato un San Valentino diverso, fatto di cioccolatini, fiori e tanto amore. Così quando proprio quel giorno si vede recapitare la busta rosa di Perfect Couples, il reality per coppie a cui doveva partecipare con il fidanzato fedifrago, il primo istinto è quello di gettarla in fondo al cestino. Poi però la sorella le suggerisce un piano B. Perché non trovare un sostituto?
Il premio in palio per la coppia vincente è un matrimonio in diretta tv, una luna di miele da favola, ma soprattutto un milione di euro!
Per una cifra del genere Diego, un vecchio ex con problemi finanziari, potrebbe essere interessato a fingere di essere ancora pazzo di Silvia. Certo, per entrambi non sarà né facile né piacevole… Ma perché non provare?
Così nell'incantevole isola di Tenerife lo show ha inizio. E tra prove, televoto e costumi di scena Silvia e Diego si ritroveranno molto più vicini di quanto "temessero". Ma non si può sfuggire alla regola di Perfect Couples. Vince solo la coppia perfetta. Una storia brillante e ironica in cui l'amore va in diretta…

Protagonisti

Diego alias Ramses
Il suono del campanello avrebbe potuto mandarmi in panico, se non avessi passato gli ultimi minuti ad auto-convincermi che non mi interessava più niente di lui. 
Aprii la porta e rimasi a bocca aperta. Non era diventato un po’ più pingue e nemmeno si era stempiato, ma che aveva messo l’orologio indietro? Sembrava che quei cinque anni non l’avessero nemmeno sfiorato. Anzi, gli erano serviti a riempire con muscoli la stretta e leggera maglietta che indossava. Non si era mica accorto che eravamo in febbraio e fuori faceva un freddo cane? I capelli si erano un po’ scuriti, il pel di carota che ricordavo ora aveva lasciato il posto a un caldo rosso ramato che faceva da contrasto agli occhi ancora più verdi di un tempo. Se possibile mi sembrava ancora più alto e riempiva il vano della porta dove ancora si trovava. 
«Se hai finito di mangiare me, ora possiamo anche mangiare le pizze.» 
Ecco una cosa che non era cambiata e di cui avrei fatto volentieri a meno. Mi feci da parte e lasciai entrare il cafone, anche se il mio primo istinto sarebbe stato quello di sbattergli la porta in faccia. 
«Vedo che qui non hai cambiato nulla.» Si stava guardando in giro con un’aria un po’ troppo compiaciuta per i miei gusti. 
Ma cosa pensava, che fosse tutto uguale in memoria dei vecchi tempi? 
«Veniamo al dunque, tua sorella mi ha detto che avevi un affare da propormi.» 
Si era seduto al mio tavolo da cucina e, dopo aver sbirciato in frigo e avermi fatto notare che non c’era la birra che piaceva a lui, si era servito della pizza senza nemmeno aspettare che mi accomodassi. 
Uno, due, tre… al diavolo la meditazione zen, mi ci volevano ben più di dieci secondi per riuscire a non buttare fuori quel maleducato.

Silvia alias Nefertari
La donna annuì compiaciuta. «Io sono Nadia. Andiamo a renderti una splendida regina d’Egitto mentre il mio collega si occupa del Faraone.» 
La seguii e scoprii che un angolo della spa dell’Hotel Marisol che avrebbe ospitato la serata di gala era stato riservato alla preparazione delle quattordici coppie. Avrebbero anche potuto riservarci le camere invece del “nido d’amore”, ma evitai di pronunciarmi. 
Era la prima volta che mi lasciavo alle cure di qualcun altro ed ero un po’ tesa. Scoprii subito che potevo rilassarmi, Nadia sapeva quello che faceva. Dirigeva con sicurezza anche le due donne che l’aiutavano a prepararmi. Tre ore volarono e quando venne il momento di ammirare il loro lavoro allo specchio stentai a riconoscermi. Solo i miei capelli erano rimasti quasi gli stessi, se si escludeva la frangetta che Nadia aveva creato ad hoc, poi aveva selezionato alcune ciocche e le aveva intrecciate per simulare le parrucche usate nell’Antico Egitto. 
Io non me ne intendevo molto, ma mi sembrava che non fosse stato trascurato alcun particolare, dall’abbigliamento al trucco. C’era addirittura la corona, certo non poteva essere vera, ma era credibile. La osservai con occhio critico mentre Nadia me la porgeva. Gironzolare vestita così e con quella in testa per l’isola non sarebbe stato per niente facile.

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