I Protagonisti di Sognami
Riccardo Della Valle
Preso a pensare come se fosse Adrien, l’angolo sinistro delle sue labbra si sollevò in un sorriso che il suo personaggio sfoggiava spesso, quel sorriso che conquistava tutte. L’espressione delle sue iridi grigie si fece decisa e ravvivò il ciuffo di capelli castani che gli cadeva sul viso e gli dava un’aria ribelle. Aveva dovuto lasciarseli crescere quando aveva ottenuto il ruolo e ci aveva messo un po’ ad accettare che il suo riflesso non portasse più i capelli cortissimi quando si specchiava. Quella sera però lo aiutavano a farlo sentire a proprio agio, a ricordargli che stava solo interpretando un copione.
Scelse una semplice camicia bianca tra quelle che erano appese in preciso ordine affianco ai completi eleganti. La indossò, ignorò il piccolo cassetto in cui erano riposte le cravatte e prese la giacca, intonata ai pantaloni eleganti che già indossava, lasciando un paio di bottoni aperti. Si ripassò le dita fra i capelli dando loro quell’aria un po’ trasandata eppure intrigante che Lucia, l’acconciatrice che si occupava di lui sul set, ricreava sempre prima delle riprese.
Annabella Adami
Il tubino, che la ragazza indossava sotto lo spolverino, quasi gli fece dimenticare quello che doveva fare. Le accarezzava il corpo come una seconda pelle color smeraldo sottolineando senza volgarità le sue curve. I sandali neri dal tacco a stiletto invece richiamavano il colore dei suoi capelli acconciati in un morbido chignon, che lasciava qualche ciocca libera a incorniciare il suo viso. Pochi gioielli scelti si adattavano a quello stile di sobria eleganza: un paio di orecchini abbinati alla semplice collana a girocollo e al polso destro il bracciale che le aveva fatto vincere quella serata. Si stupì a chiedersi se glielo avesse regalato un fidanzato, di sicuro quella splendida giovane donna aveva già qualcuno ad attenderla a casa, e ancora di più lo sorprese il fastidio che provò all’idea che quell’ipotesi fosse reale.
Non aveva voluto avere alcuna notizia sulla vincitrice, convinto che si trattasse di una donna di mezza età, e ora se ne pentiva.
Victoria Damiani
I raggi del sole nascente illuminarono due corpi che giocavano sfidandosi a cedere per primo. Erano entrambi nudi e la luce creava intarsi complicati di ombre mentre si muovevano. I capelli di lei erano corti e biondi, tagliati in un caschetto con frangetta che a inizio serata era stato perfetto e ora invece le incorniciava il viso in una massa di ciocche ribelli. Eppure, era più bella di quando aveva varcato la soglia di quell'appartamento cinque ore prima, gli occhi brillavano di divertimento mentre sgusciava dalla stretta dell’uomo.
Indugiò appena e si mise a distanza di sicurezza dalle dita che avevano appena cercato di afferrarla, si voltò indietro con un sorriso birichino. Sentiva il peso delle iridi di ghiaccio del suo compagno di giochi su di sé e se ne sentiva lusingata. Non si vedevano da molto tempo, pur abitando negli ultimi tempi a pochi chilometri l’uno dall'altra, ognuno dei due preso dalle proprie professioni, per questo la sua telefonata la aveva sorpresa. Si era liberata in fretta degli impegni che aveva preso per quella sera e che avevano perso ogni interesse per lei dal momento in cui aveva sentito il suono della sua voce. Lui avrebbe fatto lo stesso, se fosse stata lei a chiamarlo.



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